
Above the Peaks
Un viaggio tra vulcani, silenzi e leggende
Tutto è cominciato con un volo. Non uno qualunque, ma quello che ti porta verso l’ignoto. Van ci accoglie con il suo lago immenso e i suoi silenzi antichi. Siamo ai margini della Turchia, in una terra di confine: cruda, viva.


Tra fortezze antiche e giganti di fuoco
Esploriamo la fortezza di Van, l’isola di Akdamar, il sapore antico della Turchia orientale.
Poi, il Nemrut: un vulcano dormiente con i suoi crateri specchiati nel cielo. Il silenzio è così assordante dimenticare le parole. Subito dopo, ci aspetta il Suphan. Si parte nel buio, tra stelle e pietre. Dopo ore di ascesa, la vetta ci regala una vista irreale.
Miti e confini
A Doğubeyazıt ci concediamo una pausa. Visitiamo il palazzo di Ishak Pasha, un gioiello sospeso tra oriente e occidente. Saliamo sulla collina dove si dice sia approdata l’Arca di Noè. È un luogo di leggende, ma anche di verità scolpite nella pietra.
L’Ararat: il gigante bianco
L’ultima salita inizia con i muli e lo zaino leggero. Campo 1 a 3200 metri, Campo 2 a 4200. L’aria si fa sottile, ogni passo più lento. Ma lo sguardo si apre, limpido. Alle due del mattino partiamo per la vetta: frontali accese, silenzio totale. Saliamo tra neve e vento. A 5.137 metri ci abbracciamo. È finita. O forse è appena cominciata.







Il ritorno e l'eco dell'altitudine
Scendiamo stanchi, ma pieni. Van ci saluta con un tè e qualche risata. Ma una parte di noi è rimasta tra le tende, le montagne, e le stelle che ci hanno guidato. Dentro, qualcosa è cambiato per sempre.















